Il centro storico

PIAZZA STEFANO QUADRIO

piazza

Stefano Milite Quadrio (1366?-1438), personaggio di spicco del Medioevo valtellinese, segnò indelebilmente la storia di Chiuro, portando con sé un periodo di grande ricchezza: la piazza del paese è quindi dedicata al famoso feudatario e condottiero.
Qui si affaccia, sul lato Est, il suo palazzo fortificato che, pur avendo subito nei secoli numerose modifiche e adattamenti, conserva ancora intatto il suo fascino, in particolare nei portali e nei camminamenti su mensoloni di pietra. In origine l'edificio era composto da tutti i caseggiati delimitati da via Ghibellini, dalla piazza e da via Torre, dove si ergeva la poderosa torre mozzata nel 1525 per ordine dei Grigioni e dove oggi si conserva il tetro muraglione con caditoia a cappa e portone .
Sul lato Ovest delle piazza sorge la casa comunale, costruita negli anni Settanta del Novecento sull'area occupata dalla casa Negrisoli, sede dell'ex-asilo infantile.
A Sud la piazza è chiusa da palazzi ora di proprietà Redaelli, Bruga e Balgera, ma appartenuti in passato a famiglie facoltose, che fecero decorare gli interni con affreschi, archi e colonne che oggi si possono ammirare nei locali del bar Sport.
Il lato Nord è invece dominato dai caratteristici barbacani, che sostengono nella parte superiore l'antico oratorio dedicato all’Immacolata Concezione “per gli esercizi spirituali della Confraternita di santa Marta”, e dalle case che fino al Seicento furono sede della casa parrocchiale, oggi di proprietà Balgera.Su questo lato, spostandosi verso est, è possibile ammirare la bellissima Porta Maggiore del Cimitero di San Giacomo. piazza

LE CASE SIGNORILI DI CHIURO

corte

In via Borgofrancone si trova uno dei palazzi più preziosi di Chiuro: Palazzo Quadrio de’ Maria Pontaschelli, oggi di proprietà Balgera, costruito in epoca imprecisata a partire dal XVI secolo e notevolemente ampliato e abbellito nel '700. Un portale settecentesco introduce all'ampio cortile interno, dove una passerella sostenuta da colonne unisce il corpo principale della costruzione a un giardino, delimitato sul fondo da un portale a sesto acuto con l’arme dei Quadrio e, a destra, da un porticato a cinque arcate.
Di qui uno scalone porta al primo piano dove sono alcune sale interamente affrescate da un ottimo pittore, il Romegialli o il Brina: la sala principale porta sul soffitto un grande medaglione raffigurante Il ratto d’Europa, oltre a finissime decorazioni a stucco, e ospita un monumentale camino in marmo policromo; nella seconda e nella terza sono decorate con motivi biblici tratti dall'Antico Testamento: Storie di Giuseppe e di Mosè (opere un tempo attribuite a Cesare Ligari e, più recentemente, a G. Prina o Antonio Torricelli).
Nel cortiletto attiguo al palazzo si trova una loggia lignea a due piani, rarissimo esempio superstite di antica dimora valtellinese: particolarmente raffinati i capitelli a dado intagliati con motivi a cerchi concentrici, l’arme dei Quadrio (in alto al centro) e i capitelli delle travi con le tre borchie che pure richiamano il motivo dell’insegna della nobile famiglia.
Lungo la stessa via si incontra la casa Gandola-Quadrio, in parte quattrocentesca, con un ampio giardino, un porticato e un loggiato.
Proseguendo il percorso attraverso il paese, si giunge in un piccolo piazzale, largo Besta de’ Gatti, dominato dalla casa-torre del XV-XVI secolo, ora completamente rifatta, con un arco sormontato da un affresco popolare: da questo crocevia si diparte via Rusca, l’antica “Contrada Bella”, un tempo zona di residenza delle più autorevoli famiglie del paese e che quindi conserva numerose ricchezze architettoniche. Tra queste, preceduta da un cortile porticato a voltini, si trova la Casa Cilichini (secc. XV-XVI, con successive, notevoli alterazioni), che richiama la tipica casa a corte della media Valle.
La facciata è scandita da possenti portici a piano terra e da un elegante loggiato con quattro archi sostenuti da colonnette in serizzo al primo piano, sormontati da sfondati di colombaia a forma quadrata con decorazioni geometriche. In una sala interna è stato rinvenuto recentemente un affresco databile attorno al XV secolo, rappresentante una festa (forse nuziale).
Al termine della via, all’angolo con largo Curzio, si trova la nobile Casa Gatti (secc. XV-XVIII), che si contraddistingue per lo stemma posto sull'architrave della porta d'ingresso, per le fini decorazioni di facciata - i fregi, gli archi e le ampie finestre - e per la torretta-colombaia che abbellisce la facciata visibile da via Opifici.
Tornando in piazza Stefano Quadrio e percorrendo corso Maurizio Quadrio si incontrano sulla sinistra l'edificio scolastico, costruito tra il 1890 e il 1892, e sulla destra la casa di Maurizio Quadrio, il grande patriota del Risorgimento; vi si accede tramite un elegante scalone scolpito e racchiude un bellissimo salone a volte stuccate, con un importante camino lavorato.

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