Agricoltura e viticoltura

 

La tradizione vinicola a Chiuro affonda le proprie radici nella storia: probabilmente la vite è giunta in valle ancora prima dei Romani, trovando in Valtellina un'area a grande vocazione viticola. Il clima mite, protetto dalle montagne circostanti, l'ideale esposizione al sole della costa retica, la natura silicea del terreno e le rocce affioranti costituiscono le condizioni ideali per la produzione di uve da vino di alta qualità. La posizione di confine della Valle ha da sempre favorito gli scambi commerciali, in particolare con il nord Europa.

Oltre ai vigneti che occupano ben 140 ettari, la maggior parte dei quali è zona DOC, il territorio del comune comprende un'ampia estensione di terreno coltivato a frutteto (oltre 50 ettari).
Oggi però la frutticoltura e la viticoltura non occupano più un ruolo di primo piano: l'agricoltura da attività integrata si è trasformata in attività integrante, basandosi sempre più frequentemente sul lavoro promiscuo o part-time, che ne hanno garantito la sopravvivenza.

Mentre la frutticoltura, in quanto attività giovane, ha potuto basarsi su forme cooperativistiche avanzate, la viticoltura non ha potuto avvalersi delle stesse strutture ed è limitata alla vendita dell'uva alle case vinicole, pur non mancando esempi di aziende familiari che attuano la vinificazione in proprio.
Nonostante la ridotta occupazione, il peso di questa attività nel comune e in particolare a Castionetto è, in termini proporzionali, notevolmente superiore a quanto si registra nella Provincia nel suo insieme.

 

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